{"id":5956,"title":"Impronta partigiana a Zanga","year":2024,"longitude":9.858695866333,"latitude":45.753709792181354,"distance_m":null,"inauguration_year":2024,"monument_author":"","elevation":512,"municipality":"Albino","municipality_id":12715,"province":"Bergamo","province_id":123,"region":"Lombardia","region_id":23,"nation":"Italia","nation_id":118,"type":"lapide","memo_url":"/monumenti/5956/impronta-partigiana-a-zanga/","text_list":["impronte partigiane\n\nBATTISTA ZANGA\n1926-1945\n\nin questa via, denominata via mulino delle gotte, al\nnumero 6, abita fino al 1940, anno in cui si trasferisce\na rova di gazzaniga, GIOVANNI BATTISTA ZANGA. nato il\n10 ottobre 1926, figlio di simeone, mugnaio, e di lucia\ngusmini. per evitare la deportazione in germania, si\narruola nel marzo 1944 a verona in una divisione di\nbersaglieri, dopo pochi mesi diserta e si unisce ai\nribelli della brigata \"camozzi\" di giustizia e libertà.\ncon il nome di battaglia \"tino\" rimane in formazione\npartecipando ad azioni, facendo da guida e staffetta,\nfino allo sfaldamento della brigata che avviene il 3\ndicembre. riprende la vita di formazione intorno al 15\ngennaio 1945. il 5 febbraio un gruppo di partigiani è\nincaricato di recarsi a lovere per un rifornimento, ma\ndurante lo spostamento, nella zona di endine gaiano,\nun camion di fascisti li sorprende. ne nasce una\nsparatoria, due sono i feriti: uno grave, ENRICO VITALI\n\"settimo\" di sesto san giovanni, \"tino\" in modo\nleggero alla gola. vengono assistiti e curati nella\ncasa di PIETRO RONCOLI a piangaiano. il 2 marzo 1945\npartecipa insieme a parte del distaccamento di\nMODESTO SEGHEZZI all'azione a branzi insieme alla\nbrigata \"cacciatori delle alpi\". con altri tre compagni,\nin attesa dell'arrivo dell'ultima squadra di partigiani,\ncercano rifornimenti a carona prima di ritirarsi ai\nlaghi gemelli. sorpreso dai fascisti della compagnia\nop agli ordini di gino bolis, è fucilato, a 18 anni,\n«addossato a un muro con le mani in alto», nella\nstrada principale del paese. la reazione fascista si\nabbatte anche sugli altri: uccide RENZO\nPEDRALI, cattura MOSÈ PICCARDI e lo\nfucila un mese dopo; l'unico che\nsi riesce a salvare, nonostante\nla sparatoria, è il comandante\nMINO BARTOLI. sepolto a carona,\nfu inumato a gazzaniga il\n3 ottobre 1945 su iniziativa\ndel comitato di liberazione\nnazionale. nel 1966 viene\nconsegnata ai\nfamigliari la\nmedaglia di\nbronzo dedicata\nalla sua memoria."],"is_still_existing":true,"is_in_place":true,"is_complex":false,"in_complex":null,"picture_list":[{"author":"Comitato Provinciale ANPI Bergamo","year":2024,"url":"/media/fotografie/monumenti/12539_impronta-partigiana-a-zanga_5956.jpg","license":"Creative Commons - Attribuzione 4.0"}],"author":"Comitato Provinciale ANPI Bergamo"}