{"id":6876,"title":"Lapide per la medaglia d'oro","year":null,"longitude":11.545355306124414,"latitude":45.54773013288124,"distance_m":null,"inauguration_year":null,"monument_author":"","elevation":53,"municipality":"Vicenza","municipality_id":13288,"province":"Vicenza","province_id":131,"region":"Veneto","region_id":25,"nation":"Italia","nation_id":118,"type":"lapide","memo_url":"/monumenti/6876/lapide-per-la-medaglia-doro/","text_list":["ministero della difesa\n\nconcessione di ricompensa al valor militare\n\ncon decreto del presidente della repubblica, oscar luigi\nscalfaro, 5 novembre 1994, sulla proposta del ministro\ndella difesa, è stata concessa la seguente ricompensa\nal valor militare per attività partigiana:\n\nmedaglia d'oro\n\ncomune di vicenza - già insignita della massima onorificenza\nal valor militare per la strenua difesa opposta agli\naustriaci nel maggio - giugno 1848. la città non smentì mai,\nnel corso di due guerre mondiali, le sue elevate tradizioni\ndi virtù patriottiche, militari e civili. nel periodo\ndella lotta di liberazione occupata dalle truppe tedesche,\ncostituì subito, fra le sue mura, il primo comitato di\nresistenza della regione veneta, che irradiò poi, in tutta\nla provincia ed oltre, quella trama di intese e di\ncospirazioni che furono le necessarie premesse di successive e\nbrillanti operazioni militari. le sue case, i suoi colli,\nle sue valli servirono allora da rifugio ai suoi figli\nmigliori che, da uomini liberi, operarono per la riscossa\nche, braccati e decimati da feroci rappresaglie, sempre\ntornò ad aggredire nemico, arrendendo ingeni, danni\nalle sue essenziali vie di comunicazione ed alla sua\norganizzazione, logistica e di comando. i primi nuclei partigiani\ne dei g.a.p. operanti in città, e, in seguito, le numerose\nbrigate delle divisioni «vicenza», «garemi», e «ortigara»,\ngareggiarono in audacia e valore, pagando un largo\ntributo di sangue alla causa della liberazione, mentre\ngran parte della popolazione subiva minacce, deportazioni,\ntorture e morte e centinaia di altri suoi cittadini in\ndivisa combattivano all'estero, per la liberazione di\naltri paesi d'europa. benché devastata dai bombardamenti\naerei, che causarono oltre 500 vittime e che d'altrettante\nstracciarono le carni, mutilata nei suoi insigni monumenti,\noffesa nei suoi sentimenti più nobili, la città mai si arrese\nal terrore tedesco, ma tenne sempre alta la fiaccola della\nfede nel destino di una patria finalmente redenta.\n\n10 settembre 1943-28 aprile 1945.","ministero della difesa\n\nconcessione di ricompensa al valor militare\n\ncon decreto del presidente della repubblica, oscar luigi\nscalfaro, 5 novembre 1994, sulla proposta del ministro\ndella difesa, è stata concessa la seguente ricompensa\nal valor militare per attività partigiana:\n\nmedaglia d'oro\n\ncomune di vicenza — già insignita della massima onorificenza\nal valor militare per la strenua difesa opposta agli\naustriaci nel maggio-giugno 1848, la città non smentì mai,\nnel corso di due guerre mondiali, le sue elevate tradizioni\ndi virtù patriottiche, militari e civili. nel periodo\ndella lotta di liberazione, occupata dalle truppe tedesche,\ne costituito, fra le sue mura, il primo comitato di\nresistenza della regione veneta, che irradiò poi, in tutta\nla provincia ed oltre, quella trama di intese e di\ncospirazioni che furono le necessarie premesse di successive e\nbrillanti operazioni militari. le sue case, i suoi colli,\nle sue valli servirono allora da rifugio ai suoi figli\nmigliori che, da uomini liberi, operarono per la riscossa\ne che, braccati e decimati dai feroci appressori, sempre\ntornarono ad aggredire il nemico, arrecando ingenti danni\nalle sue essenziali vie di comunicazione ed alla sua\norganizzazione, logistica e di comando. i primi nuclei partigiani\ne dei g.a.p., operanti in città, e, in seguito, le numerose\nbrigate delle divisioni vicenza, «garemi», e «ortigara»,\ngareggiarono in audacia e valore, pagando un largo\ntributo di sangue alla causa della liberazione, mentre\ngran parte della popolazione subiva minacce, deportazioni,\ntorture e morte e centinaia di altri suoi cittadini in\ndivisa combattevano all'estero, per la liberazione di\naltri paesi d'europa. benche' devastata dai bombardamenti\naerei, che causarono oltre 500 vittime e che altrettante\nstraziarono le carni, mutilata nei suoi insigni monumenti,\noffesa nei suoi sentimenti più nobili, la città mai si arrese\nal terrore tedesco, ma tenne sempre alta la fiaccola della\nfede nel destino di una patria finalmente redenta.\n\n10 settembre 1943-28 aprile 1945."],"is_still_existing":true,"is_in_place":false,"is_complex":false,"in_complex":null,"picture_list":[{"author":"Giovanni Baldini","year":2026,"url":"/media/fotografie/monumenti/15099_lapide-per-la-medaglia-doro_6876.jpg","license":"Creative Commons - Attribuzione 4.0"}],"author":"Giovanni Baldini"}