Il 1° novembre Patria Indipendente ha pubblicato un nostro articolo che fa il punto su MEMO a poco più di due anni dall'inaugurazione. Il 6 giugno 2024 il portale si apriva con 2.700 memorie; oggi siamo vicini alle 7.500, ciascuna fotografata, trascritta, classificata e posizionata sulla mappa. Le hanno raccolte in gran parte quasi duecento fra cittadine e cittadini, insieme alle sezioni ANPI e alle scuole che hanno censito il patrimonio resistenziale del proprio territorio.
L'articolo presenta anche il lavoro di quest'estate e questo autunno, che qui sul blog non avevamo ancora raccontato. Sulle mappe si possono sovrapporre le foto aeree d'epoca: quelle scattate dalla Royal Air Force sull'Emilia-Romagna nel 1943-44 e le ortofoto della prima mappatura aerea italiana, a metà degli anni Cinquanta, che mostrano paesaggi spesso ancora uguali a quelli di dieci anni prima. Per ora coprono Emilia-Romagna, Toscana e Lazio, le regioni che offrono queste mappe; le altre si aggiungeranno quando le renderanno disponibili. Gli stessi luoghi si possono vedere in tre dimensioni, su foto satellitari o su mappe da escursionismo.
I percorsi, che all'inaugurazione erano un centinaio, sono ora cinquecento, tutti con la traccia da scaricare. Per ogni tratto MEMO indica se si cammina all'ombra o allo scoperto e su quale fondo, se l'esposizione si presta a un'escursione d'estate o d'inverno, dove si trovano acqua, rifugi e presidi medici, e quali sentieri CAI si incrociano.
C'è poi l'app, che non si scarica dagli store ma si installa dal pulsante in fondo a ogni pagina di MEMO. Una bussola indica direzione e distanza del monumento che si cerca, in linea d'aria oppure lungo strade e sentieri, e un percorso salvato si segue anche dove il telefono non ha segnale.
Vogliamo che queste memorie parlino e che vengano visitate. E l'archivio cresce solo grazie a chi partecipa: bastano le fotografie e la posizione di un monumento, al resto pensa la Redazione. Ecco come fare.
Per chi volesse approfondire, l'articolo completo è disponibile qui: MEMO, le immagini della Resistenza nei luoghi della libertà