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Manfredo Bertini, "Maber"

Note tecniche

Monumenti

Altitudine

L'altitudine dei monumenti è ricavata attraverso la posizione geografica e la consultazione di alcune risorse libere online, come Open Topo Data e Open-Elevation.


Sentieri e percorsi

Calcolo dei tempi di percorrenza

Per i sentieri da fare a piedi abbiamo deciso di riportare tempi di percorrenza calcolati, invece che riportare tempi sperimentati sul campo.
Sono tempi di marcia effettiva, soste escluse: le pause per riposare, mangiare o guardarsi intorno vanno aggiunte a parte.

Accanto al tempo principale, calcolato con la regola d'esperienza del Club Alpino Italiano e adatto a una comune camminata, nel menu trovate altre due stime: quella dei Sentieri Svizzeri, tarata su un'escursione, e una formula empirica (Wood) che modellizza la marcia per spostamenti tecnici e marcia veloce da un punto ad un altro. Nessuna è infallibile, anzi. Quindi verificate sempre in loco i tempi e le altre caratteristiche di un percorso.

Se volete maggiori dettagli li potete trovare sul nostro blog: Come vengono calcolati i tempi per i sentieri della Resistenza.

Punti di interesse

Ogni volta che sono disponibili segnaliamo tre tipologie di punti di interesse adiacenti ai sentieri:

Sono dati prelevati da OpenStreet Map, dunque curati dall'ottimo lavoro di numerose persone che condividono le proprie conoscenze. Sono solamente indicativi e non devono essere usati per prendere decisioni importanti.

Fondo

Camminare su asfalto, su erba o su roccia sono esperienze molto diverse. Quando possibile indichiamo quindi la superficie sulla quale corre il percorso censito.

Anche in questo caso si tratta di dati prelevati da OpenStreet Map, sempre curati con spirito di volontariato.

Sovrapposizione con altra sentieristica

Non sempre i sentieri della memoria e della Resistenza hanno segnaletica propria, quindi sapere che si deve seguire per un certo tratto un sentiero che invece è ben segnalato può essere un'informazione molto utile. Quando possibile indichiamo questi sentieri e le distanze di sovrapposizione.

Di nuovo si tratta di dati prelevati da OpenStreet Map.

Ombreggiatura ed esposizione

Salire per un'ora a mezzogiorno di luglio su un versante scoperto rivolto a sud non è la stessa camminata che farla all'ombra del bosco: cambia l'acqua che serve, cambia l'ora a cui conviene partire. Sotto il grafico altimetrico, quando il dato c'è, una fascia colorata dice quanta strada corre nel bosco e dove guardano i versanti attraversati; nei dettagli del percorso la stessa informazione è riassunta in una riga, Sole e ombra.

La chioma sopra ogni punto del tracciato viene dal Copernicus Land Monitoring Service, il programma di osservazione della Terra dell'Unione europea, che pubblica una mappa della densità di copertura arborea. Ne ricaviamo tre casi:

È una fotografia del 2018, l'ultima disponibile per l'intera Europa: un bosco tagliato o cresciuto dopo quella data non ci compare.

L'esposizione — la direzione verso cui guarda il pendio — non è un dato che qualcuno pubblichi, e la calcoliamo dal modello digitale del terreno europeo. Ogni cinquanta metri di percorso leggiamo la quota tutt'intorno al punto e ne ricaviamo la direzione in cui il terreno scende: è quella la faccia esposta al sole. Dove il terreno è sostanzialmente piano non c'è un versante di cui parlare, e il tratto viene indicato come pianeggiante.

Attenzione a cosa non è: non è il calcolo dell'ombra a una certa ora di un certo giorno. Non teniamo conto della posizione del sole, della stagione, né dei rilievi intorno — una cresta a mezzogiorno può tenere all'ombra per tutto l'inverno un versante che guarda a sud. È l'ombreggiatura che ci si può aspettare dalla vegetazione sopra la testa e dall'orientamento generale del pendio, nulla di più. Dove il dato manca la fascia è tratteggiata: vuol dire «non rilevato», non «al sole».


Foto e carte storiche nelle mappe

Sulle mappe di MEMO, sotto ai pin delle memorie, si può stendere una fotografia aerea storica al posto della cartografia di oggi. Serve a vedere il luogo com'era: un cippo che adesso sta su una rotonda, nel 1944 era una strada di campagna, e il paesaggio di allora racconta l'episodio meglio di qualunque didascalia.

Le riprese più antiche disponibili sono quelle della Royal Air Force, scattate fra l'agosto del 1943 e il settembre del 1944 per individuare gli obiettivi dei bombardamenti e poi documentarne gli effetti: sono immagini prese durante l'occupazione e la Resistenza. Ci sono poi i grandi voli di rilevamento del dopoguerra, il volo GAI del 1954-56, che fotografò per la prima volta l'Italia intera. Il paesaggio di metà anni '50, essendo precedente al boom economico che di lì a poco sarebbe arrivato, è sostanzialmente quello di dieci anni prima.

Le coperture sono regionali, perché sono gli enti regionali a conservare e pubblicare queste fotografie: al momento MEMO attinge agli archivi di Emilia-Romagna, Lazio e Toscana.

Dove la fotografia d'epoca non c'è, a volte c'è una carta. Sulla Città metropolitana di Torino si può stendere la tavoletta dell'Istituto Geografico Militare in scala 1:25.000 rilevata fra il 1922 e il 1934: non mostra il paesaggio, lo descrive, e per un sentiero di montagna dice anche di più di una foto, perché porta i nomi dei luoghi, le mulattiere e le case sparse una per una — gli stessi nomi che si leggono nelle relazioni partigiane e nelle testimonianze. Fra il rilievo e la Resistenza passano dieci anni, e in quelle valli è un tempo in cui cambia poco.

Le immagini non sono nostre: le pubblicano gli enti che le conservano, e noi le mostriamo attingendo ai loro servizi cartografici. Titoli, date e licenze qui sotto sono quelli dichiarati nelle schede ufficiali dei cataloghi.

Emilia-Romagna

Le due coperture emiliane vengono dai servizi dell'Archivio cartografico della Regione Emilia-Romagna.

  • Ortofotopiano Volo RAF – Riprese 1943-44. Fotogrammi ripresi dalla Royal Air Force fra i 6.000 e i 9.000 metri di quota, da agosto 1943 a settembre 1944, con pixel a 50 centimetri. Licenza CC BY 4.0.
  • Ortofotopiano Volo GAI – Riprese 1954-55. Il primo rilevamento aerofotografico dell'intero territorio italiano, eseguito per l'Istituto Geografico Militare; in Emilia-Romagna le riprese vanno dal 4 agosto 1954 al 30 luglio 1955. Licenza CC BY 4.0.

Lazio

  • 1954 - Volo G.A.I. Le riprese laziali del volo GAI, del 1954-55: il mosaico è stato realizzato da ARSIAL a partire da 1.720 fotogrammi acquisiti dall'Istituto Geografico Militare, e pubblicato sul Geoportale della Regione Lazio a una risoluzione pensata per la scala 1:25.000–1:50.000. Licenza CC BY 4.0, per la legge regionale 12 del 10 agosto 2016 che ha reso aperti i dati cartografici della Regione. Alcune immagini originali erano in parte censurate per motivi di sicurezza militare, e le differenze di contrasto fra un fotogramma e l'altro vengono dal materiale di partenza.

Piemonte

  • Carta IGM impianto storico 1922-1934. La tavoletta 1:25.000 dell'Istituto Geografico Militare nella sua prima levata, pubblicata dalla Città metropolitana di Torino e servita dal Consorzio per il Sistema Informativo del Piemonte. Copre il territorio della sola Città metropolitana, cioè la vecchia provincia di Torino: la Val di Susa, le Valli di Lanzo, il Pinerolese, il Canavese. Licenza CC BY 4.0. Dello stesso territorio la Città metropolitana pubblica, alle stesse condizioni, anche l'impianto del 1880-1882 e quello del 1955-1969: qui abbiamo scelto la levata più vicina agli anni della guerra.

Toscana

  • Ortofoto volo GAI 1954-1956. Le riprese toscane del volo GAI, pubblicate dal Settore Sistema Informativo e Pianificazione del Territorio della Regione Toscana attraverso Geoscopio. Licenza CC BY.

Le immagini vengono richieste ai servizi degli enti soltanto quando si sceglie una copertura, e solo per la porzione di mappa che si sta guardando: MEMO non ne conserva copia.

Le altre regioni per ora restano fuori: le fotografie d'epoca esistono quasi ovunque, ma manca il permesso di mostrarle o un mosaico pubblicato da cui prenderle. Se una copertura diventa riusabile, o se ci viene concessa, la aggiungeremo.


Ombreggiatura del rilievo

Nel menu dei layer di ogni mappa, la voce Rilievo stende sopra la cartografia un'ombreggiatura del terreno: valli, crinali e conche si leggono a colpo d'occhio anche sulla mappa di base più essenziale. Per un sentiero di montagna è spesso il modo più rapido di capire dove il percorso corre in cresta e dove nel fondovalle.

L'ombreggiatura è il rilievo del modello digitale del terreno ASTER GDEM, costruito da NASA e METI (il ministero giapponese dell'economia) dalle riprese stereoscopiche del satellite Terra, con una grana di circa trenta metri: da molto vicino sfuma, e va presa per quello che è, un'indicazione della forma del terreno. La servono i Global Imagery Browse Services della NASA. Come per gli sfondi storici, le immagini vengono richieste solo quando la voce è accesa e solo per la porzione di mappa che si sta guardando: MEMO non ne conserva copia.


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Se volete maggiori dettagli li potete trovare sul nostro blog: Vedere meglio MEMO.


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